Sapendo che, come Cristo rimproverava ai suoi ascoltatori, i sapientoni ipercritici del nostro tempo avrebbero sorriso di sufficienza di fronte anche ai segni, pur così straordinari, vuole offrire una sfida all'incredulità odierna: "chi non vuol credere ai segni, creda alle opere che io solo posso fare; eccovi!".
Da quando Gesù offrì a scribi e farisei increduli opere che solo il Padre suo celeste può compiere, "affinché - disse - vediate e crediate che il Padre è in me ed io sono nel Padre" (cfr. Giov., 10,37-38), la sua Chiesa ha preso come criterio irrefutabile per chiunque si appella ad un'opera a Lui attribuita, la realtà del miracolo, cioè di un fatto di tal natura, che supera ogni capacità di creature umane e sovraumane, come possono essere anche gli spiriti angelici (compresi i demoni), ai quali, per le conoscenze superiori ch'essi hanno delle cose terrene, non possiamo negare la capacità di operare delle cose, che a noi uomini possono apparire prodigiose, e tali da poter simulare le opere di Dio.


Ma per evitare il rischio dell'inganno del nemico, capace, dicevamo, di scimmiottare l'opera di Dio, prima di accettare un fatto come divino, la Chiesa lo sottopone a rigoroso esame, secondo collaudati criteri scientifici e teologici.
Senza la pretesa di prevenire un giudizio che solo l'Autorità competente può dare, io voglio qui indicare una serie di fatti, accertati sulla buona fede di coloro che ne sono soggetti o testimoni diretti, ai quali, con un criterio umano molto semplice credo di poter attribuire caratteristiche, se non di "miracoli", di fatti singolari, con cui nostro Signore pare voler attirare la nostra attenzione di fedeli sulla sua presenza in quella Immagine, che di Lui ci parla così eloquentemente.
Precisiamo: se quello che noi vediamo e constatiamo è veramente, come certuni dicono, opera di Dio, tutto si potrebbe spiegare come una serie di operazioni soprannaturali, per le quali dobbiamo dar gloria alla sua deliziosa Misericordia e infinita Bontà.
Ma a togliere ogni residuo dubbio di chi crede di poter o dover dare spiegazioni d'altro ordine, in connessione con questi fatti, di cui ci siamo occupati, mi pare che dobbiamo appellarci ad un'altra serie di fatti, sui qu pare più difficile dare ipotetiche spiegazioni di carattere in qualsiasi naturalistico, cioè riconducibile a forze fisico-chimiche o psico-fisiche vogliano dirsi.
Si tratta di svariati casi, di cui ci parlano persone, che ne sono state soggetti o testimoni diretti: ammalati d'infermità molto gravi, talune inguaribili, nonostante interventi e terapie svariate, e guarite al di là di ogni speranza;
Oltre a qualche caso di cui abbiamo fatto cenno nelle pagine precedenti voglio presentare i seguenti.