Sapendo che, come Cristo rimproverava ai suoi ascoltatori, i sapientoni ipercritici del nostro tempo avrebbero sorriso di sufficienza di fronte anche ai segni, pur così straordinari, vuole offrire una sfida all'incredulità odierna: "chi non vuol credere ai segni, creda alle opere che io solo posso fare; eccovi!".
Da quando Gesù offrì a scribi e farisei increduli opere che solo il Padre suo celeste può compiere, "affinché - disse - vediate e crediate che il Padre è in me ed io sono nel Padre" (cfr. Giov., 10,37-38), la sua Chiesa ha preso come criterio irrefutabile per chiunque si appella ad un'opera a Lui attribuita, la realtà del miracolo, cioè di un fatto di tal natura, che supera ogni capacità di creature umane e sovraumane, come possono essere anche gli spiriti angelici (compresi i demoni), ai quali, per le conoscenze superiori ch'essi hanno delle cose terrene, non possiamo negare la capacità di operare delle cose, che a noi uomini possono apparire prodigiose, e tali da poter simulare le opere di Dio.

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Sciarrone Tindaro
Sofferente di dolori atroci, si ricovera all'ospedale Piemonte di Me Il Servizio di Diagnostica per Immagini, Sezione TC, col N. 4484, il ~ 21/11/1989 dà il seguente referto:
"L3/ L4: non significative alterazioni osteo-discali dimostrabili con
L4/ L5: voluminosa protrusione distale postero laterale destra, riferibile ad ernia che comprime il sacco durale e l'origine della radice LS di c Artrosi interapofisaria bilaterale.

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Ascoltiamo il racconto che della sua odissea ci fa l'interessato, Ferro Natale, messinese, di anni 43, pescivendolo.
"La mia tragica situazione è cominciata il 3/11/1989,- racconta -, quando mi sono fatto i raggi al torace, per ottenere il libretto sanitario per lavorare. Il medico mi ha richiamato per rifarlo, dicendo che c'era qualcosa che non andava bene; difatti hanno trovato una macchia nel polmone di 5 cm.

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Il 28 maggio 1991 la signora Lidia Carbonaro (Messina) racconta allo scrivente incontrato in casa Micali, quanto segue:
"Nell'anno 1990, preoccupata per una cisti che si manifestava nel ascellare destro, venuta ad adorare il Signore in questa casa, mi porti pezzetto del cotone che si dà ai devoti. Il mio medico mi aveva suggerito di ricorrere al chirurgo; ma io preferii quella sera affidarmi al rimedio più efficacace di altre medicine, applicando quel "cotone" sulla parte inferma,
aver fervorosamente pregato, prima di andare a letto".

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Il 9/3/1991 un uomo, fatto il bagno in casa, scivola nella vasca, fratturandosi malamente una costola. La moglie, che racconta il fatto, prende cotone che ha portato da Giampilieri M., e lo strofina sulla parte dolente fortemente arrossata.

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